Storia e diffusione della Xylella fastidiosa nel mondo: dalle origini americane alla diffusione globale

La Xylella fastidiosa è un batterio fitopatogeno che da oltre un secolo minaccia colture agricole e piante ornamentali in varie parti del mondo. La sua storia è strettamente legata all’evoluzione dell’agricoltura moderna e al commercio internazionale di piante, che ne hanno facilitato la diffusione.

Le prime segnalazioni negli Stati Uniti

La prima descrizione di una malattia associata alla Xylella risale al 1892, quando l’agronomo Newton B. Pierce documentò in California un misterioso disseccamento della vite, successivamente chiamato Malattia di Pierce. Tuttavia, il batterio responsabile fu isolato solo nel 1978, grazie agli studi di Wells et al., attraverso l’uso della microscopia elettronica.

Per decenni, la Xylella è stata considerata un problema limitato al continente americano. Negli Stati Uniti, ha colpito diverse colture:

  • Vite, con la Malattia di Pierce in California;
  • Pesco, con la cosiddetta Phony peach disease nel Sud-Est degli USA;
  • Alberi ornamentali, con il leaf scorch (es. acero, olmo, quercia);
  • La trasmissione avviene tramite insetti vettori locali, tra cui il noto Homalodisca vitripennis (glass-winged sharpshooter).

Il caso del Brasile e del Sud America

Negli anni ’30, la Xylella è stata identificata anche in Brasile, dove ha causato una forma aggressiva di malattia negli agrumi: la Citrus Variegated Chlorosis (CVC). Questa infezione, ancora oggi attiva, ha avuto impatti devastanti sull’industria agrumicola brasiliana, con perdite produttive fino al 30% in alcune regioni.

La presenza del batterio è stata confermata anche in altri Paesi del Sud e Centro America, come Argentina, Paraguay, Messico, Costa Rica, dove è stata rilevata su un ampio spettro di specie ospiti, tra cui vite, agrumi, caffè e varie piante ornamentali.

L’arrivo in Europa: un’emergenza recente

L’ingresso della Xylella fastidiosa in Europa è relativamente recente, ma ha avuto un impatto particolarmente grave, soprattutto a causa dell’introduzione di sottospecie aggressive in aree coltivate ad alta densità.

Italia (2013): la prima segnalazione europea

Il primo focolaio europeo è stato identificato in Puglia, nel 2013, con la presenza della sottospecie pauca ST53, responsabile del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO). Questo evento ha segnato l’inizio di un’emergenza fitosanitaria senza precedenti nell’area mediterranea.

Spagna (dal 2016): le Baleari sotto attacco

Nel 2016, la Xylella è stata individuata anche in Spagna, inizialmente a Maiorca e poi anche su Ibiza e Minorca. I focolai si sono estesi rapidamente, colpendo mandorlo, rosmarino, lavanda e vite. In Spagna sono state rilevate ben tre sottospecie diverse: fastidiosa, multiplex e pauca, rendendo più complesso il controllo dell’infezione.

Francia (dal 2015): casi in Corsica e Sud-est

In Francia, i primi casi sono stati registrati nel 2015 in Corsica e successivamente nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA). Gli ospiti principali sono oleandro, polygala, lavanda. In quasi tutti i casi, la sottospecie identificata è stata la multiplex, meno aggressiva rispetto alla pauca, ma capace di infettare un ampio numero di specie.

Portogallo (dal 2019): casi nel nord e nel sud

La prima segnalazione in Portogallo risale al 2019, a Oporto, seguita da nuovi focolai nell’area di Lisbona e nella regione meridionale dell’Algarve. Le piante ospiti infette includono lavanda, oleandro, quercia (in particolare Quercus orocantabrica, confermata nel 2025 come nuova pianta ospite)

Situazione nel resto del mondo

Asia: l’unico caso noto è stato identificato a Taiwan, senza ulteriori evidenze di focolai attivi in altri Paesi asiatici.

Australia e Africa: non risultano attualmente focolai attivi di Xylella fastidiosa, anche se il rischio di introduzione è monitorato con attenzione, specialmente in zone a clima mediterraneo o subtropicale.